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La storia della Fondazione Carife

La Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara nasce nel 1992 a seguito dalla riforma del sistema bancario pubblico.
Essa però è la naturale evoluzione di quei valori sociali che da sempre hanno animato la Banca Cassa di Risparmio di Ferrara: la solidarietà verso gli strati più bisognosi della società ferrarese, la volontà di contribuire allo sviluppo locale, il desiderio di essere tra i protagonisti del continuo miglioramento della qualità della vita della nostra provincia.
Per questo motivo riteniamo che la nostra storia cominci nel 1838 con la nascita della Cassa di Risparmio di Ferrara.

1838 - 1847 Nasce la Cassa di Risparmio di Ferrara

gaetano recchiGaetano Recchi

Nell'inverno del 1838 un gruppo di ferraresi tra i più facoltosi, avvia il progetto di creazione della Cassa di Risparmio di Ferrara, il cui principale scopo doveva essere quello di aiutare i cittadini meno abbienti, facendo fruttare il loro piccolo risparmio, assistendoli con il credito e sorreggendo ogni iniziativa di lavoro. Gli utili derivati da questa attività creditizia dovevano essere a loro volta reimpiegati in attività filantropiche o comunque a profitto dell'intera cittadinanza.
Il 13 febbraio 1848 vengono sperimentati prestiti gratuiti per assistere gli artigiani e i "poveri industrianti della città".

1848 - 1890 Si sviluppa l'opera di assistenza ai bisognosi

Nella seconda metà degli anni cinquanta dell'800, viene raggiunta la cifra di 20.000 scudi di capitale di riserva. Da questo momento la banca può destinare tutti i suoi utili ad opere di beneficenza, che riunissero "i requisiti del sollievo delle classi povere, del decoro della città, e del progresso dell'industria, con l'incitamento al lavoro".
Tra i primi a usufruire di tali benefici, figurano la Società San Vincenzo de' Paoli e la Compagnia di Carità.
Nella relazione di bilancio del 1855 emerge anche la necessità di aiutare quei giovani intellettualmente dotati ma poveri.
Nel 1858 la Cassa eroga 1000 scudi a favore della casa di ricovero di Ferrara.
Nel 1865 vengono offerti i primi contributi economici per restauri e interventi conservativi su vari monumenti della città.
Tra il 1868 e il 1870 vengono deliberate elargizioni per la decorazione della "Cella degli Uomini Illustri" in Certosa e per l'erezione del monumento marmoreo a Girolamo Savonarola.
Nel 1878 la Cassa offre un proprio contributo al monumento a Vittorio Emanuele II. È probabilmente il suo primo intervento nel contesto culturale cittadino.
Nel 1884, la nostra Banca eroga 2.000 lire a favore dei colerosi di Napoli, e altre 1.500 lire a La Spezia per il primo impianto di "cucine economiche", fondate a Ferrara dalla Società Operaia.
Nel 1888, 24.000 lire in sovvenzioni senza interesse per la ricostruzione e il risanamento di case cadenti o antigeniche.
Nello stesso anno inizia una continua attenzione alle esigenze dell'Arcispedale S.Anna.

1891 - 1922 Rafforzamento dell'impegno nella beneficenza e nella cultura

opsedale santannaVeduta aerea del S.Anna degli anni '20

Verso gli ultimi anni dell'800 inizia l'attività di sostegno della Cassa nei confronti della Palestra Ferrara.
In omaggio alla memoria di Umberto I, gli azionisti della Cassa donano 25.000 lire a favore dell'orfanotrofio maschile di Ferrara.
Nell'estate del 1905 un violento uragano devasta la nostra provincia. La Cassa contribuisce con 50.000 lire alla ricostruzione.
Come già accaduto nel 1884 a proposito del Colera di Napoli, nel 1905 la Cassa interviene con sussidi per i danneggiati dei terremoti di Messina e Reggio Calabria.
Nel primo ventennio del Novecento si rafforza l'impegno della Cassa a favore di opere di restauro nelle chiese ferraresi.
Nel 1909 l'assemblea degli azionisti decide di concorrere alle spese per la costruzione di un nuovo ospedale cittadino.
Nella riforma statutaria del 1909 è compresa anche la possibilità di erogare la beneficenza annuale sino al 5% dell'utile netto (mentre prima era del 3%).
Nel 1910 la Banca assegna una forte somma per l'allestimento della sala di Ferrara all'Esposizione del Cinquantenario a Roma. Negli anni successivi sostiene diverse mostre collettive di artisti ferraresi.
Nel 1911 la Cassa partecipa con 5.000 lire alla sottoscrizione nazionale a favore dei feriti e delle famiglie dei morti nella guerra di Libia. Sempre nello stesso anno vengono donate anche 105.528 lire per la costruzione del nuovo ospedale di Ferrara.
Vengono finanziati i lavori di restauro della Palazzina di Marfisa d'Este, realizzati tra il 1911 e il 1914.
Nel 1916 altre 100.000 lire sono destinate all'ospedale.
Per festeggiare la vittoria della I Guerra Mondiale, nel 1918 l'assemblea degli azionisti eroga in beneficenza 125.000 lire.
Nel 1921 la Cassa contribuisce economicamente al restauro della chiesa di Santa Maria Nuova.

1923 - 1949 Il periodo del primo centenario e della crisi bellica

targa marfisa
Lapide commemorativa dei lavori alla Palazzina Marfisa

Nel 1923 impegno finanziario della Banca per evitare la minacciata chiusura dell'Università di Ferrara.
Nel biennio 1924/25 viene finanziato parte del restauro del Castello Estense.
Nel 1925 viene offerto un contributo per il restauro dell'organo della cattedrale, e 350.000 lire per l'ospedale.
Viene stanziata un'elargizione a favore del Museo del Duomo (1928).
Concesso un sussidio all'Accademia delle Scienze Mediche e Naturali.
Nel 1932 la Cassa acquista 149 milligrammi di radium per l'ospedale S.Anna, come contributo nella lotta contro il cancro, soprattutto per quei cittadini che non si potevano permettere cure costose e moderne.
Nel 1935 la Cassa contribuisce al restauro del Palazzo di Ludovico il Moro. Mentre l'anno successivo si impegna nel restauro della Chiesa di S. Agnese. Nel 1937 è la volta di Casa Romei.
Nel primo centenario, 1938, della fondazione della Cassa di Risparmio di Ferrara, l'istituto provvede al restauro e all'arredamento della Palazzina Marfisa d'Este.
Nel 1939, alla morte di Pietro Niccolini, ex sindaco di Ferrara e già presidente della Cassa, viene creato il Lascito Niccolini, ente morale col fine di favorire la beneficenza, la cultura e l'estetica urbanistica di Ferrara. Molte delle opere artistiche che hanno partecipato al Premio Niccolini sono state successivamente acquistate dalla Cassa.
Durante gli anni della II Guerra Mondiale, il calo dei depositi (ridottisi di nove decimi) e la crisi economica impediscono alla Cassa di mantenere alti livelli di impegno sociale e culturale, e i primi esercizi successivi alla fine del conflitto sono tutti impegnati alla ricostruzione locale.

1950 - 1968 Partecipazione alla Ricostruzione e grande impegno nell'arte.

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Un'immagine dell'alluvione del 1951
Nel 1951 la Cassa eroga 2.500.000 di lire a favore degli alluvionati del Po, e altre 800.000 lire per dotare l'ospedale S.Anna di un elettro-cardiografo.
Due anni più tardi viene concesso un mutuo di 200 milioni all'Istituto Autonomo Case Popolari per finanziare la costruzione di appartamenti economici nella zona del Barco. Nel 1955 vengono consegnati 120 appartamenti ai "senza tetto" nel Villaggio della Cassa al Barco.
Nel 1957 esce, edito dalla Cassa, il Cosmè Tura di Mario Salmi. Viene inoltre offerto un contributo per gli scavi archeologici di Spina.
L'anno successivo viene pubblicato Francesco del Cossa di Alberto Neppi. Nel 1959 è invece la volta di Garofalo dello stesso Neppi, mentre nel 1960 Salmi firmerà Ercole de' Roberti.
Negli anni successivi verranno editi Pittura e miniatura a Ferrara nel primo rinascimento (Salmi), Carlo Bononi (Andrea Emiliani), Bastianino (Francesco Arcangeli), Scarsellino (Maria Angela Novelli), Il Dosso e Battista ferraresi (Amalia Mezzetti), Ortolano (Giuliano Frabetti), Lorenzo Costa (Ranieri Varese) e Ludovico Mazzolino (Silla Zamboni).
Nel 1962 100 milioni sono erogati per il restauro del Teatro Comunale.

1970 -1983 Ricca produzione editoriale e impegno verso i giovani

seicento ferrareseIl Seicento Ferrarese

Continua una ricca produzione editoriale di alta qualità, con l'edizione de Il Seicento ferrarese, Il Settecento ferrarese (entrambi di Eugenio Riccomini), L'Ottocento ferrarese (Claudio Savonuzzi), Manieristi a Ferrara (Giuliano Frabetti), Il Novecento ferrarese (S. Zanotto), I pittori di Ercole I d'Este (Silla Zamboni), L'autunno dei manieristi (G. Frabetti).
Nel 1973 l'artista Giorgio Sallustio Rossi dona alla Cassa le sue opere.
Nel 1980 iniziano i lavori di restauro di Palazzo Muzzarelli-Crema (attuale sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara).
Mentre l'anno successivo la Cassa provvede al restauro del chiostro della Basilica di Santa Maria in Vado a Ferrara e della Casa di Girolamo Frescobaldi.
Nello stesso anno viene creata la Fondazione Pianori, in ricordo di un noto proprietario terriero di Portomaggiore, avente lo scopo di acquisire opere d'arte da esporre alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Ferrara. Presidente della Fondazione è il presidente della Cassa.
Nel 1981 inizia il sostegno della Cassa alla manifestazione dei Giochi della Gioventù.
Tra il 1981 e il 1982 vengono pubblicati i due volumi dell'Indice ragionato delle "Vite de' pittori e scultori ferraresi" di Girolamo Baruffali (di Amalia Mezzetti e Emanuele Mattaliano). Viene inoltre pubblicato Arazzi a Ferrara di Nello Forti Grazzini.
Nel 1982 il Ministero per il Turismo e Spettacolo consegna alla Cassa la Croce di Malta, per il progetto "Cinema Scuola".
La Cassa finanzia i lavori di restauro del Salone dei Giochi del Castello Estense, avvenuti nel biennio 1983/84.

1984 - 1992 Le grandi iniziative culturali

In ottobre vengono inaugurate le sale della Pinacoteca Nazionale nel palazzo dei Diamanti che ospitano i quadri della Cassa. Il deposito, gratuito e temporaneo, rinnovabile ogni cinque anni, ha rappresentato un modello nella gestione dei beni culturali degli istituti di credito.
L'anno successivo sono erogati 100 milioni per il restauro dell'abside della Basilica di San Paolo, affrescata dallo Scarsellino.
Un contributo per un altro restauro, quello della Delizia estense del Belriguardo, viene concesso al Comune di Voghiera nel 1987.
Nel 1985 nasce la Fondazione Magnoni-Trotti, avente il fine di promuovere restauri a monumenti cittadini e di stimolare lo studio della frutticoltura. Finanzia inoltre un premio annuale per una pubblicazione di rilievo nel campo dell'arte e della storia ferrarese.
Nel 1986 viene finanziato il restauro del catino absidale della basilica di S. Paolo.
Il Ministro della Pubblica Istruzione assegna nel 1987 un diploma di benemerenza alla Cassa per la sua attività a favore della cultura.
Nel 1988 gli utili destinati alla beneficenza hanno superato la soglia del miliardo di lire.
Per volontà della Cassa e del Comune di Ferrara, nel 1989 nasce il Comitato Ferrara Musica, con lo scopo di promuovere e garantire la presenza della Chamber Orchestra of Europe a Ferrara.
Nel 1991, viene pubblicato il volume "L'età di Biagio Rossetti" di Ada Francesca Marcianò.

1993 - 2004 La Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara

Nel 1992 nell'ambito della riforma del sistema bancario pubblico, le funzioni di sostengo alla vita sociale e culturale del territorio ferrarese vengono assunte dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara. Le risorse economiche di quest'ultima derivano dal pacchetto azionario di maggioranza della Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A., di proprietà della Fondazione.
I settori di intervento individuati nello statuto sono: arte e cultura, istruzione e ricerca scientifica, tutela delle categorie deboli, sanità.
Primo presidente della Fondazione è l'avvocato Silvio Carletti. Segretario Generale è nominato il dottor Alfredo Santini.
"Spina, una città fra Greci ed Etruschi" è la grande mostra sponsorizzata nel 1993.
Nel 1998 il dottor Santini viene chiamato alla presidenza della Cassa, e l'incarico di Segretario Generale della Fondazione viene assunto dall'avvocato Guido Reggio.
Nello stesso anno si contribuisce alla realizzazione della grande mostra sul Dosso Dossi. E l'anno seguente viene sostenuto "Rubens e il suo tempo".
Nel 2000 dopo la scomparsa dell'avvocato Carletti, il dottor Sergio Lenzi diventa Presidente della Fondazione.
A seguito del processo di riforma delle fondazioni bancarie iniziato nel 1998, nel 2001 si insedia un nuovo soggetto statutario, l'Organo di Indirizzo. Tale organo, composto da cinquanta membri per metà eletti dall'Assemblea dei Soci e per l'altra meta da soggetti della società civile e dalle istituzioni locali, è l' elemento sovraordinato al Consiglio di Amministrazione.

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